DISCIPLINE AUDIOVISIVE E MULTIMEDIALI

WALT ELIAS DISNEY

e il cinema d'animazione

BIANCANEVE E I SETTE NANI
1937

sonoro

Walt Disney nel 1928 riuscì a introdurre la musica e gli effetti sonori in un cortometraggio grazie al sistema di sincronizzazione del sonoro Cinephone

Steamboat Willie
1928

PRIMO CORTOMETRAGGIO CON SONORO

colore

Dalla collaborazione con la Technicolor, nel 1932, Walt Disney riesce a far uscire nelle sale un cortometraggio a colori che sfruttava il nuovo processo di colorazione a tre colori.

FLOWERS AND TREES
1932

PRIMO CORTOMETRAGGIO A COLORI

illusione di profondità

Lotte Reiniger aveva inventato nel 1923 la prima multiplane camera. Questa tecnica innovativa consisteva nella sovrapposizione di diverse immagini disegnate su superfici trasparenti (sottili lastre di vetro o fogli di acetato o carta traslucida) che, quando venivano riprese dalla cinepresa, davano l’illusione della profondità.

Lottie Reninger, Le avventure del principe Achmed, 1926

Fu proprio la sua multiplane camera a permetterle di realizzare, nel 1926, il magico e ipnotico cartone animato Le avventure del principe Achmed.

MULTIPLANE CAMERA

fluidità dei movimenti

Per rendere le figure umane più realistiche nell’aspetto e nei movimenti Walt Disney utilizza il rotoscopio. Questa tecnica consiste nel filmare degli attori che recitano le scene da disegnare. Successivamente, proiettando il filmato su uno schermo traslucido, i disegnatori possono ricalcare la scena frame per frame.

ROTOSCOPIO
Max Fleischer

STORIA DELL'ARTE

SALVADOR DALì

Salvador Dalì e Walt Disney decisero di collaborare nel 1946 per la creazione di un corto d’animazione: Destino.

SURREALISMO

Il Surrealismo è un movimento d’avanguardia che si propone di esprimere il libero funzionamento del pensiero, liberandolo dal controllo esercitato dalla ragione. Gli artisti surrealisti furono Max Ernst, Tanguy, René Magritte, Salvador Dalí e Joan Miró.

Essi intendono realizzare forme artistiche direttamente scaturite dal potente mondo della fantasia, del sogno e di quelle forze inconsce che vivono nella parte più profonda e nascosta della mente umana.

LA PERSISTENZA DELLA MEMORIA
1931

LABORATORIO MULTIMEDIALE

MAN RAY

RAYOGRAMMA

"Sotto i miei occhi cominciò a formarsi un'immagine: non era una semplice silhouette degli oggetti, ma deformata e rifratta dal vetro, a seconda che fossero più o meno in contatto con la carta, mentre la parte direttamente esposta alla luce spiccava come in rilievo sul fondo nero...”.
Man Ray
Pittore e fotografo

FISICA

LA LUCE E LA RIFRAZIONE

Nel 1600 si pensava che i colori fossero un misto di luce e ombra e che i prismi potessero colorare la luce.

ISAAC NEWTON
L'ESPERIEMENTO DEL PRISMA

ma perchè i colori si separano?

RIFRAZIONE DELLA LUCE

Più è grande l’indice di rifrazione,
più la velocità della luce nel mezzo è minore

Legge di SNELL- CARTESIO

MATEMATICA

FUNZIONE REALE

DOMINIO

INTERSEZIONE DEGLI ASSI

STUDIO DEL SEGNO

SIMMETRIE

ASINTOTI

CONTINUITà IN UN PUNTO (X 0)

una funzione f definita in un intervallo aperto contenente il punto X0, si dice continua in X0  se

immagine di X0

MONOTONIA

STORIA

LE CONSEGUENZE DELLA
PRIMA GUERRA MONDIALE

WALT DISNEY SI ARRUOLA NEL 1918

CONFERENZA DI PARIGI 1919

i 14 punti di WOODROW wilson

I trattati di pace avrebbero dovuto essere pubblici, dopo i quali non vi sarebbero più dovuti essere accordi internazionali segreti di qualsivoglia natura.

Questo punto fu duramente osteggiato dalle potenze coloniali (Regno Unito, Francia, Portogallo, Italia, Belgio) che non intendevano rinunciare ai loro domini e alla loro gestione in piena autonomia.

Questi punti contenevano un’affermazione essenziale, sulla quale ruota ancora la geopolitica attuale: il principio di autodeterminazione dei popoli.

Questo punto portò alla creazione, nell’aprile del 1919, della Società delle Nazioni, che avrebbe dovuto porre fine a ogni conflitto intervenendo per appianare eventuali dispute tra i vari paesi e per garantirne l’integrità territoriale e la pace.

LA MAPPA DELL'EUROPA DOPO LA CONFERENZA DI PARIGI

EDUCAZIONE CIVICA

I DIRITTI DELL'INFANZIA IN ITALIA

La carta costituzionale entrata in vigore il 1° gennaio del 1948 dedica ai diritti dei minori quattro articoli: 30, 31, 34 e 37.

ART 30

Art. 30

È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio. Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti.

La legge assicura ai figli nati fuori del matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima.

La legge detta le norme e i limiti per la ricerca della paternità.

Sancisce che i genitori hanno prima un dovere e poi un diritto a mantenere, istruire e educare i propri figli, anche se nati fuori dal matrimonio.

L’articolo poi impone allo Stato di intervenire in quelle situazioni in cui le carenze dei genitori sono tali da non permettere al bambino di poter crescere adeguatamente e serenamente.

ART 34

Art. 34

La scuola è aperta a tutti.

L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.

I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.

La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.

Tutti i cittadini hanno il diritto di accedere al sistema scolastico. L’istruzione inferiore è obbligatoria per almeno 8 anni ed è gratuita.

L’istruzione superiore non è obbligatoria, ma è comunque garantita anche per le persone con difficoltà economiche attraverso l’erogazione, ad esempio, di borse di studio o assegni familiari.

In realtà la legge n. 296 del 2006 ha poi sancito che “L’istruzione obbligatoria è impartita per almeno 10 anni”, estendendo l’obbligo di istruzione fino al sedicesimo anno di età.

ART 31

Art. 31

La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose.

Protegge la maternità, l'infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo.

Riconosce il ruolo della famiglia come contesto di crescita e di sviluppo dei figli, e impone allo Stato di intervenire per supportarla in caso di difficoltà.

In questo articolo viene poi sottolineata l’importanza di proteggere la maternità, l’infanzia e la gioventù. L’art. 31 ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo dei diritti delle donne in Italia; infatti, ha permesso l’approvazione di una serie di leggi a tutela della maternità come l’istituzione dei consultori familiari e il congedo di maternità obbligatorio.

ART 37

Art. 37

La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l'adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione.

La legge stabilisce il limite minimo di età per il lavoro salariato.

La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione.

Tutela il lavoro minorile e stabilisce il limite minimo di età per l’ingresso nel mondo del lavoro.

La legislazione italiana vieta il lavoro dei bambini da 0 a 15 anni, e consente quello degli adolescenti da 15 a 18 anni, ma a due condizioni:

  • deve esserci un riconoscimento di idoneità all’attività lavorativa attraverso un esame medico;
  • al minore deve essere garantita la frequenza alle attività formative fino al compimento del diciottesimo anno di età.

Inoltre, l’articolo si propone di garantire la parità di retribuzione con lo scopo di impedire qualsiasi forma di sfruttamento di lavoro minorile.

ITALIANO

GIOVANNI PASCOLI

E’ dentro noi un fanciullino che non solo ha brividi, come credeva Cebes Tebano che primo in sé lo scoperse, ma lagrime ancora e tripudi suoi. Quando la nostra età è tuttavia tenera, egli confonde la sua voce con la nostra, e dei due fanciulli che ruzzano e contendono tra loro, e, insieme sempre, temono sperano godono piangono, si sente un palpito solo, uno strillare e un guaire solo. Ma quindi noi cresciamo, ed egli resta piccolo; noi accendiamo negli occhi un nuovo desiderare, ed egli vi tiene fissa la sua antica serena maraviglia; noi ingrossiamo e arrugginiamo la voce, ed egli fa sentire tuttavia e sempre il suo tinnulo squillo come di campanello.

[…]

Egli è quello, dunque, che ha paura al buio, perché al buio vede o crede di vedere; quello che alla luce sogna o sembra sognare, ricordando cose non vedute mai; quello che parla alle bestie, agli alberi, ai sassi, alle nuvole, alle stelle: che popola l’ombra di fantasmi e il cielo di dei . Egli è quello che piange e ride senza perché, di cose che sfuggono ai nostri sensi e alla nostra ragione.

[…]

Ma in tutti è, voglio credere.

Siano gli operai, i contadini, i banchieri, i professori in una chiesa a una funzione di festa; si trovino poveri e ricchi, gli esasperati e gli annoiati, in un teatro a una bella musica: ecco tutti i loro fanciullini alla finestra dell’anima, illuminati da un sorriso o aspersi d’una lagrima che brillano negli occhi de’ loro ospiti inconsapevoli; eccoli i fanciullini che si riconoscono, dall’impannata al balcone dei loro tuguri e palazzi, contemplando un ricordo e un sogno comune.

X AGOSTO

San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla arde e cade,
perché sì gran pianto
nel concavo cielo sfavilla.

Ritornava una rondine al tetto:
l’uccisero: cadde tra spini:
ella aveva nel becco un insetto:
la cena de’ suoi rondinini.

Ora è là, come in croce, che tende
quel verme a quel cielo lontano;
e il suo nido è nell’ombra, che attende,
che pigola sempre più piano.

Anche un uomo tornava al suo nido:
l’uccisero: disse: Perdono;
e restò negli aperti occhi un grido:
portava due bambole in dono…

Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.

E tu, Cielo, dall’alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d’un pianto di stelle lo inondi
quest’atomo opaco del Male!

INGLESE

A CHRISTMAS CAROL
1843

Charles Dickens is one of the most prolific authors of the Victorian Age.

In his novels, often published in instalments, Dickens gives the reader a vivid picture of contemporary society, with a focus on the social issues of the time.

In fact, the main themes of his works are: the education, the sympathy for the oppressed, the indignation against social injustice, the exploitation of children.

In 1834 Charles Dickens published  ‘A Christmas Carol’, a short novel about the redemption of Mr Scrooge, an old greedy man.

The evolution of the character is triggered by the visit of three ghosts, who help him to gain consciousness about himself and about the importance of being kind and generous to the less lucky ones.

With ‘A Christmas Carol’ Dickens wants to demonstrate that all men, even the worst ones, can change for better.

MICKEY'S CHRISTMAS CAROL

Dickens’ ability as a writer made him immensely popular among filmmakers, who drew inspiration from his inventive plots and narrative style to create many films, such as ‘Mickey’s Christmas Carol’  by Burny Mattinson (1983- Walt Disney Productions) and ‘A Christmas Carol’ by Robert Zemeckis (2009 – Walt Disney Pictures).